Quarta malattia: cos’è?

La quarta malattia è una malattia esantematica che si manifesta soprattutto nei bambini. Questa malattia è caratterizzata dalla comparsa di macchie rossastre ed eruzioni sulla pelle. Ma che cos’è in realtà questa infezione e da cosa viene innescata? Scopriamolo insieme.

La quarta malattia è conosciuta anche come “scarlattinetta ” o “ Morbo di Dukes ”, dal nome del medico che descrisse la patologie e le sue caratteristiche. Il nome scarlattinetta viene infatti dalla convinzione che essa in realtà non sia altro che una declinazione della stessa scarlattina, o meglio, da una forma ancor più lieve e insignificante della stessa. La quarta malattia nasce infatti da un batterio, conosciuto come lo streptococco beta emolitico di gruppo A, che attiva un’infezione e porta con sé una serie di sintomi preoccupanti. Allarmarsi, nel caso questi si manifestino, è giusto: mai nessuna malattia dovrebbe essere presa alla leggera e bisogna sempre correre dal medico quando vi è un sospetto diagnostico. Ciononostante, la quarta malattia è un’infezione lieve, che va via presta se curata al meglio con una semplice cura a base di antibiotici.

Ma che cos’altro serve sapere per riconoscerla nell’immediato e quali sono i fattori scatenanti di questa infezione che sembra prediligere i bambini? Scopriamolo insieme.

Quali sono le cause della quarta malattia?

Questa malattia si contrae per contatto indiretto con le gocce respiratorie spinte con la tosse da una persona infetta, o per diretto contatto con saliva o muco dello stesso.

Il primo esantema non compare immediatamente ma solo in un secondo momento, ovvero dopo circa 10 giorni. Si diffonde su tutto il corpo, difficilmente sul viso e più frequentemente troviamo i segni di questa malattia nella zona dell’inguine e dei glutei. I segni scompaiono entro 4 o 5 giorni e non lascia cicatrici o macchie scure sulla pelle.

Prima la quarta malattia era un’infezione molto più diffusa di quanto adesso non lo sia, proprio come le malattie che più le assomigliano: rosolia, morbillo, varicella e sesta malattia.

Con la nascita del vaccino però le cose sono fortunatamente molto cambiate.

Sintomi

Come abbiamo appena detto, i sintomi della quarta malattia si manifestano circa 10 giorni dopo il contagio. Il lento progredire di questo disturbo, rende all’inizio molto difficile riconoscerlo. Possiamo infatti dire che la sintomatologia della quarta malattia si possa scandire in fasi ben precise, che ne segnano in qualche modo l’avanzamento. All’inizio, ad esempio, il paziente può lamentare stanchezza e lentezza nei movimenti: questo senso di affaticamento è debilitante e quasi sempre precede l’arrivo di una febbre molto alta. La stanchezza, qualche volta, può addirittura tramutarsi in eccessiva sonnolenza, specie nei bambini. Spesso la quarta malattia porta con sé anche la perdita d’appetito – con conseguente perdita di peso – e un forte senso d’apatia.

Mal di gole e infiammazione del linfonodi, sono solite precedere le più note macchie cutanee, le quali rappresentano l’allarme più forte e ascoltato.

Complicanze della quarta malattia

Le complicanze sono rare ma anche soprattutto in gravidanza potrebbe portare a problemi gravi. Spesso il medico per curare questa malattia prescrive antibiotici. Quelli più utilizzati sono il paracentemolo e la penicilline.

Diagnosi

La quarta malattia subisce spessi grossolani errori di diagnosi, poiché facilmente confondibile con rosolia, morbillo, varicella, quinta e sesta malattia. La sintomatologia di questo disturbo infatti si presenta con delle macchie cutanee simili a quelle delle malattie di cui sopra, ma ben distinguibili se sottoposte all’occhio di un bravo medico curante. In che cosa differisce questo morbo da quelli sopracitati? Tanto per cominciare il fatto che essa venga scatenata da agenti etiologici diversi, in cui possiamo riconoscere parassiti, funghi, virus e batteri o dall’uso di farmaci inadeguati.

Come si giunge quindi alla giusta diagnosi? Per prima cosa, quando si presenta un sospetto legato a queste improvvise macchie cutanee, ci si reca da un medico e ci si sottopone ad una piccola intervista circa i sintomi e lo stato di salute. Lo specialista richiederà a questo punto degli esami ematici. Per molto tempo il personale medico si è trovato costretto a dover diagnosticare la quarta malattia facendo affidamento unicamente al proprio istinto e al proprio spirito d’osservazione clinico. Oggi invece gli strumenti ci sono: quello più noto è il tampone faringeo, che serve ad identificare l’agente batterico considerato il fattore scatenante delle macchie e della sintomatologia.

Cosa rischio se la quarta malattia mi colpisce in gravidanza?

Le donne in attesa – si sa – sono più vulnerabili e maggiormente esposte a malattie e influenze. Per questo, se in casa vi è un bambino affetto da quarta malattia, è forse il caso che la mamma se ne separi temporaneamente. Come è ben noto, infatti, questo disturbo cutaneo tende a guarire molto fretta e nel giro di pochi giorni mamma e figlio potranno riconciliarsi.

Se nella gestante, però, il contagio è ormai visibile allora non si può che rivolgersi al medico, che dopo il controllo la sottoporrà al tampone faringeo e all’esame delle urine.

Se l’eventualità fosse confermata dal test, consigliamo di tirare un forte respiro. La quarta malattia non è pericolosa per il feto e se curata al meglio, come abbiamo già detto, sparisce in pochi giorni.

E se invece colpisce il mio bambino?

I bambini – specie in età pre-adolescenziale – sono più esposti alla quarta malattia. Bisogna dire, a tal proposito, che molte persone affermano che questa sia in realtà una malattia non ancora riconosciuta o addirittura inesistente: secondo tale teoria, le macchie cutanee sarebbero la risposta che il nostro organismo fornisce quando è in atto un’infezione.

Con l’arrivo del batterio, i bambini presentano tutti i sintomi descritti poc’anzi: febbre, mal di gola, insolita stanchezza, sonnolenza e macchie cutanee particolari.

Quando il bambino è in età pediatrica, spesso si sceglie di non procedere con il test del tampone faringeo ma di agire sin da subito con la terapia a base di antibiotici. Anche in questo caso, c’è poco da preoccuparsi e stare in agitazione non giova al benessere del piccolo: la soluzione è affidarsi alle cure del pediatra, seguirne le indicazioni e aspettare che il virus scompaia nei giorni necessari alla guarigione.