Poesia per la festa della mamma

Poesia per la festa della mamma

21/01/2019 0 Di Redazione Mondo Mamma

A breve festeggerai la festa della mamma. Sei alla ricerca di una poesia per la festa della mamma ? Ecco alcune poesie.

Poesie

 

A Tutte le Donne (Alda Merini)

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso

sei un granello di colpa

anche agli occhi di Dio

malgrado le tue sante guerre

per l’emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza

e rimane uno scheletro d’amore

che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci

ancora a piangere,

poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,

poi ti volti e non sai ancora dire

e taci meravigliata

e allora diventi grande come la terra

 

La mamma (Ada Negri)

La mamma non è più giovane

e ha già molti capelli grigi:

ma la sua voce è squillante

di ragazzetta e tutto in lei è chiaro

ed energico: il passo, il movimento,

lo sguardo, la parola

 

Vergine madre, figlia del tuo figlio (Dante Alighieri)

Vergine madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’eterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti si’, che ‘l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si riaccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’eterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana face

di caritate, e giuso, intra mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre

sua disianza vuol volar senz’ali.

 

A mia madre (Edmondo De Amicis)

Non sempre il tempo la beltà cancella

O la sfioran le lacrime e gli affanni;

Mia madre ha sessant’anni,

E più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto

Che non mi tocchi dolcemente il core;

Ah se fossi pittore

Farei tutta la vita il suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il viso

Perch’io le baci la sua treccia bianca,

O quando inferma e stanca

Nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

Ma se fosse un mio prego in cielo accolto

Non chiederei del gran pittor d’Urbino Il pennello divino

Per coronar di gloria il suo bel volto;

Vorrei poter cangiar vita con vita,

Darle tutto il vigor degli anni miei,

Veder me vecchio, e lei Dal sacrifizio mio ringiovanita.

 

La madre (Victor Hugo)

La madre è un angelo

che ci guarda che ci insegna ad amare!

Ella riscalda le nostre dita,

il nostro capo fra le sue ginocchia,

la nostra anima nel suo cuore:

ci dà il suo latte quando siamo piccini,

il suo pane quando siamo grandi

e la sua vita sempre.

 

La mamma (Edmondo De Amicis)

Anche povera come l’uccello

che, fuor del nido, nulla possiede,

sempre la mamma ha cuore da dare ché suo figlio non abbia a penare.

Sempre la mamma è il fiore odoroso

che tutto intorno riempie di sé,

anche se sta lontano da te

col suo pensiero ti vive accanto.

Splende il suo cuore come una stella,

vive il suo amore come una fonte:

alla sua acqua riprendi lena,

alla sua luce rischiari la fronte.

Tu ti nascondi, ma lei ti vede;

tu non le parli, ma lei t’intende;

sulla tua soglia sempre si siede;

pena le dai e letizia ti rende.

Come albero che goccia nel sole

rivestito di subito incanto,

se tu le dici dolci parole

diventa luce pure il suo pianto.

 

Supplica a Mia Madre (Pier Paolo Pasolini)

È difficile dire con parole di figlio

ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:

è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata

alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame

d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu

sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso

alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,

l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione

di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

 

Grazie Mamma (Judith Bond)

Grazie mamma

perché mi hai dato

la tenerezza delle tue carezze,

il bacio della buona notte,

il tuo sorriso premuroso,

la dolce tua mano che mi dà sicurezza.

Hai asciugato in segreto le mie lacrime,

hai incoraggiato i miei passi,

hai corretto i miei errori,

hai protetto il mio cammino,

hai educato il mio spirito,

con saggezza e con amore

mi hai introdotto alla vita.

E mentre vegliavi con cura su di me

trovavi il tempo

per i mille lavori di casa.

Tu non hai mai pensato di chiedere un grazie.

Grazie mamma.