Paintball

Paintball

26/02/2019 0 Di Redazione Mondo Mamma

Recentemente il gioco del paintball ha preso sempre più piede in Italia e nel mondo. Il paintball però, al contrario di quel che si pensa, è un gioco che affonda le proprie origini in anni ben più remoti e solo nell’ ultimo decennio, con l’attenzione dedicatagli dai più giovani, è tornato in voga, riscoprendo un successo che mai aveva visto prima.

Questa attività fu infatti ideata nel 1981 da Hayes Noel, Bob Gurnsey e Charles Gaines e fu giocato per la prima volta nel New Hampshire con l’uso di una pistola a vernice per segnare gli alberi.

Da quel momento in poi il paintball è diventato rapidamente popolare, specialmente negli Stati Uniti, dove ha raccolto una folta schiera di partecipanti, fino a raccogliere consensi e adesioni in tutto il mondo.

Ma il paintball può considerarsi davvero uno sport o trova una definizione più adeguata sotto il nome di attività ricreativa? .

È lecito chiederselo, alla luce del nuovo successo che recentemente ha travolto questo tipo di intrattenimento e viste le richieste di partecipazione che vede coinvolto un numero in costante crescita di adolescenti e – non ci crederete – bambini.

Se siete tra le mamma che provano a contenere l’entusiasmo dei più piccoli, che muoiono dalla voglia di iniziare una battaglia a colpi di vernice, vi farà piacere scoprire – come a noi di Mondo Mamma  – che, contro ogni pregiudizio o previsione, il paintball si mostra in realtà come una pratica molto idonea ai bambini e ai ragazzi impantanati in quel periodo di buio e musi lunghi che è la prima adolescenza.

Il paintball, infatti, non può definirsi propriamente sport in quanto non richiede – come il calcio, la pallavolo o le arti marziali – impegno costante e assidua presenza ma è sicuramente un tipo d’intrattenimento educativo.

I bambini, infatti, hanno l’occasione di correre, fare esercizio e stare in movimento senza avvertire il minimo sforzo e divertendosi all’ aria aperta come protagonisti di un’incredibile avventura.

Al contrario di quello che spesso si può pensare – se questo è quello che vi state chiedendo in questo momento – il paintball possiede un codice normativo rigido quanto basta a tutelare la sicurezza di coloro che vi prendono parte, il divertimento di questi e l’intera  riuscita della battaglia.

Il gioco ha lo scopo, nei casi più comuni, di conquistare la base avversaria oppure di eliminare l’avversario colpendolo con delle palline di gelatina animale o vegetale, imbottite di vernice di ogni tinta o colore, sparate con l’utilizzo di apposite attrezzature ad aria compressa chiamati marker. Data la velocità d’impatto, la capsula della paintball si rompe con ľ impatto sugli avversari, rilasciando il contenuto della palla in movimento sugli abiti o sul marcatore eliminando la persona marcata.

Questo tipo di movimento culmina in una carnevale di colori che suscita allegria e gratificazione nei partecipanti, al punto da condurli ad uno stato di benessere tale da stimolare in loro la produzione di molecole che favoriscono il buon umore, come le endorfine o la serotonina.

Possiamo dunque dire che il paintball è oggi tra le attività ricreative più idonee alla formazione del bambino: questa pratica può essere considerata, se volete, come un tentativo utile a gettare le fondamenta per lo spirito sportivo di quest’ultimo e si mostra come uno dei migliori incentivi per smettere di essere sedentari.

Se vivete a Trento oppure trascorrete una vacanza in questa meravigliosa località dell’Italia potrete trascorrere con i vostri figli qualche piacevole ora presso il centro https://www.paintballtrento.it/paintball-bambini.html. Sarà un’esperienza incredibile.