Monitoraggio cardiotocografico

Monitoraggio cardiotocografico

22/09/2020 Off Di Redazione Mondo Mamma

Monitoraggio cardiotocografico: che cos’è e come funziona

Il monitoraggio cardiotocografico è conosciuto anche con il nome di“no stress test”. Questo controllo, che viene effettuato in gravidanza, ha lo scopo di verificare che tutto fili liscio. L’intervento non causa alcun problema al feto o alla neomamma, che al contrario ha la possibilità di accertarsi del benessere del feto.

Il monitoraggio cardiotocografico si occupa anche di verificare l’attività contrattile della gestante. Ma quando si effettua e cosa prevede?

Di sotto, tutto quello che c’è da sapere sul tema.

Quando effettuare il monitoraggio cardiotocografico?

Di solito il monitoraggio cardiotocografico viene effettuato intorno alla 40esima settimana. In alcuni casi essa viene effettuata intorno alla 28esima settimana: è il ginecologo che decide se anticipare o meno, e sempre e solo se vi è urgenza di controllare. La visita serve infatti per accertarsi dell’assenza di eventuali patologie gravose per la gravidanza e per il giardino.

Come viene effettuato il monitoraggio cardiotocografico?

La gestante che viene sottoposta a monitoraggio cardiotocograficoviene adagiata su un lettino e assistita da ginecologo e ostetriche. Il controllo avviene solitamente nell’ambulatorio dell’ospedale. L’analisi si effettua attraverso due sonde, poggiate sul pancione della futura mamma.  Tali sonde monitoreranno la frequenza cardiaca del feto e le possibili anomalie.