Dilatazione parto: le fasi che precedono la spinta finale

La dilatazione del parto è una delle fasi fondamentali che precedono l’espulsione finale. Nelle prossime righe proveremo a capire cosa accade quando la dilatazione si verifica, assieme a tutti gli step che la seguono.

Dilatazione del parto: che cos’è?

La dilatazione del parto viene preceduta da segnali precisi, che si verificano in fase prodromica.  La gestante in questo stadio – che può durare fino a 6 ore -perde il tappo mucoso.

Ma cosa avviene davvero?

Cosa avviene durante la dilatazione del parto

Durante la dilatazione del parto il collo dell’utero si riduce. All’inizio del parto le contrazioni sono irregolari ma corte. Con l’aumentare del tempo diverranno frequenti e più profonde. Questo è indice che il bebè sta scivolando verso il bacino, dando inizio ad una nuova fase che può arrivare anche a più di ore. A questo punto l’utero dovrebbe aver raggiunto un grado di dilatazione di circa 10 centimetri.

È proprio in questo momento che la mamma può essere sottoposta, se lo desidera, all’epidurale.

L’espulsione

Subito dopo la dilatazione del parto, comincia la fase espulsiva. In questo frangente il bambino scende verso il bacino, premendo sul pavimento pelvico. Al gestante a questo punto sentirà lo stimolo alla spinta e verrà invitata a spingere per circa 2 due volte durante le contrazioni, ripetendo l’operazione fino a quando la testa del bambino non farà capolino.

La fase che segue quella di dilatazione può durare circa due ore. Dopo la nascita del bimbo, la mamma dovrà espellere anche gli annessi fetali, come ad esempio la placenta.

Quest’altro step richiederà alla gestante un’altra oretta di sforzo, durante la quale però potrà contare sul supporto dell’ostetrica e dei sanitari. È molto importante, infatti, che le perdite di sangue siano tenute sotto controllo con attenzione.